giovedì 24 marzo 2016

I significati simbolici dei fiori e dei frutti nella storia dell'uomo Parte 2

... E DEI FRUTTI
Anche le piante da frutto vantano una lunga tradizione simbolica e allegorica.
Il LIMONE è simbolo di fedeltà amorosa, per la sua caratteristica proprietà di produrre frutti lungo tutto il corso dell'anno.
I fiori bianchi dell'ARANCIO, da sempre tradizionale ornamento delle spose, sono simbolo di castità e purezza: l'arancio, come pianta sempreverde, dalle foglie quasi incorruttibili, è anche immagine dell'uomo retto, che cammina sulla via della virtù.
Una lunga tradizone letteraria e pittorica è riservata alla MELAGRANA. La caratteristca di questo frutto di racchiudere in sè numerosi chicchi l'ha da sempre legato a un'imagine di prosperità e fertilità. Raffigurata in mano a Gesù Bambino, la melagrana è poi simbolo di Resurrezione; può essere inoltre allegoria della Chiesa, capace di unire molti popoli e culture in una sola fede.
La MELA, al di là dei miti classici, è per la tradizione cristiana il frutto proibito del giardino del Paradiso, simbolo della caduta dell'uomo nel peccato. Anche se le Sacre Scritture non identificano l'albero della conoscenza propriamente in un melo, ciò lo si riconduce alla lingua latina: in latino infatti malum significa sia melo che male. Una mela raffigurata in mano a Gesù Bambino o un melo alle spalle della Madonna assume però un significato di salvezza e redenzione.
La MELA COTOGNA, dai tempi antichi è simbolo di amore e fertilità; era considerata anche una pianta efficace come  antidoto contro gli avvelenamenti.

La PERA, per la sua proverbiale dolcezza, rimanda invece alla dolcezza di una vita virtuosa.
Il FICO è l'albero delle origini di Roma: secondo la leggenda, la cesta con i piccoli Romolo e Remo, abbandonati in balia delle acque del Tevere, si fermò miracolosamente sotto un fico selvatico. Il fico, nella tradizione delle Sacre Scritture e in quella medievale può significare fertilità e benessere, ma anche peccato e lussuria.
Le foglie tripartite della pianta di FRAGOLA alludono alla Trinità, mentre il fiore bianco è immagine di innocenza e umiltà; per il suo colore rosso la fragola rimadna alla Passione di Gesù, così come la CILIEGIA.

La PRUGNA assume significati diversi a seconda del colore: la prugna scura allude alla passione e morte di Gesù; la gialla alla castità di Cristo; la rossa alla Sua carità; la bianca ala Sua umiltà.

La PESCA, costituita da tre parti - la polpa, il nocciolo e l'interno del nocciolo che racchiude il seme - rimanda sempre al concetto di Trinità; quando una pesca viene raffigurata con una foglia attaccata al picciolo diventa inoltre simbolo del cuore e della lingua, e quindi attributo della Verità.
Nell'antica Roma il NOCE era emblema del matrimonio e simbolo di fertilità; per il cristianesimo il noce è attributio a Sant'Antonio da Padova, in quanto si racconta che il Santo predicasse sovente nei pressi di una pianta di noce.

Il NOCCIOLO è simbolo di fecondità e generazione, di pace e prosperità, nocnhè di salvezza, per una lunga tradizione narrativa.
La CASTAGNA, chiusa in un guscio di aculei spinosi, evoca l'immagine della Passione di Gesù; simboleggia anche la castità, contenendo nel suo nome la raice casta, ovvero pura.
 

I significati simbolici dei fiori e dei futti nella storia dell'uomo, Parte 1

Nell'ambito delle Sacre Scitture, della letteatura e della storia dell'arte, la natura ha sempre avuto un valore molto ampio, non relegato solo al ruolo di ambiente nel quale si svolge la vita umana. Così, nel corso dei milleni e dei secoli, si è voluta dare un'interpretazione agli elementi naturali, conferendo alla terra, al cielo, al mare e agli esseri vegetali e animali che popolano tali ambienti, vizi e virtù, qualità ora tipicamente divine, ora propriamente umane.
Partendo dal Cantico dei Cantici (testo contenuto della Bibbia ebraica e cristiana), passando per i mkti dell'Età classica narrati da Ovidio (poeta romano del I secolo a.C.) e Plinio il Vecchio (scrittore e naturalisra romano del I secolo d.C.), fino ad arrivare alle Nature Morte della pittura dela Manierismo (corrente artistica del XVI secolo) e del Barocco (movimento culturale del XVII secolo e dei primi decenni del XVIII), innumrevoli sono stati i significati attribuiti ai fiori e ai frutti: religiosi, morali, spirituali, terreni, araldici, geografici... Addentriamoci quindi in questo mondo fantastico.

IL SIGNIFICATO DEI FIORI
I fiori sono sicuramente tra i soggetti maggiorente rappresentati nella pittura, ma sono anche oggetto di numerose pagine letterarie. Sin dai tempi antichi, l'immagine del fiore è associata al concetto della bellezza, ma anch di una vita breve ed effimera, destinata a deperire in breve tempo. Quest'ultimo è il tema dominante delle celebri Nature Morte, che raffigurando splendide composizioni floreali, dove fiori meravigliosi figurano accanto ad altri che stanno per appassire, simboleggiano la caducità della vita dell'uomo. Ma il fiore è anche simbolo di speranza: da esso si sviluppa infatti il frutto, che efoca la rinascita. Il fiore è simbolo del nuovo giorno, della primavera ed è, grazie al profumo da esso amanato, un attributo nella raffiugurazione del senso dell'olfatto.
Il MUGHETTO è uno dei primi fiori a spuntare nel giardino: è quindi immagine della primavera. Per la sua purezza, il candore e la dolcezza del suo profumo è associato all'immagine della Madonna. E' inoltre simbolo di umiltà, in quanto la sua corolla è rivolta verso il basso.
Il TULIPANO, soggetto molto frequente della pittura fiamminga (le Fiandre sono una regione del Belgio) del Seicento, data la sua ricercata bellezza, è simbolo della vanita delle cose terrene: è infatti in pittura spesso rappresentato mentre i suoi petali colorati stanno per cadere.
Secondo i miti classici Gicinto era il nome di un amico del dio Apollo: colpito a morte in modo accidentale, venne trasformato da Apollo in un bellissimo fiore. Pur essendo questo episodio legato a una connotazione funeraria, il GIACINTO è simbolo anche si prudenza e saggezza, dato che Apollo nel mondo classico è dio della sapienza.
Secondo le leggende mitlogiche raccontate dal poeta latino Ovidio, Narciso ero uno splendido ragazzo che si innamorò della propria immagine riflessa nell'acqua struggendosi d'amore per se stesso fino alla morte: il NARCISO è quindi un fiore divenuto simbolo si egoismo e di amore verso se stessi. L'avvento del cristianesimo ha però superato tale interpretazione, e il narciso, presente nelle rappresentazioni pittoriche dell'Annuncizione e del Paradiso Terrestre, è divenuto emblema del trionfo d'amore divino e della vita eterna sopra la morte e l'egoismo.
Il GIGLIO è da sempre uno dei fiori più simbolici. Nell'Antico Testamento molti sono i passi dedicati a questo fiore, simbolo di bellezza, fertilità e fioritura spirituale. Come simbolo di purezza, oltre a essere un attributo della Vergine Maria, in molte opere pittoriche viene offerto da Gesù Bambino e dai Santi (celebre l'iconografia di Sant'Antonio da Padova). Appare, inoltre, come emblema araldico della città di Firenze e dei reali di Francia. Nei quadri si accompagna spesso all'iris, che a causa delle sue foglie a forma di spada allude al dolore della Madonna per la morte di Gesù.
Il CICLAMINO, ritenuto un simbolo di fertilità, secondo lo storico latino Plinio il Vecchio rendeva immuni da malefici o eveni nefasti i luoghi nei quali veniva puntato.
La VIOLA è simbolo di modestia e umiltà; il fiore della viola allude anche all'umiltà di Cristo, che si è fatto uomo.
Per il profumo o la delicatezza dei suoi fiori, il GELSOMINO è stato spesso considerato un fiore del Paradiso, simbolo di amore divino. Poichè fiorisce generalmente in maggio, mese dedicato alla Vergine Maria, il fiore del gelsomino evoca con il suo candore bianco il candore e la purezza della Madonna.
Il FIORDALISO, crescendo spesso nei campi di grano, è simbolo di Gesù, in quanto il campo di grano rimanda al pane dell'Eucarestia. Per il suo colore azzuro rimanda al cielo e quindi al Paradiso, assumendo così un ulteriore significato spirituale.
 
Il GIRASOLE, volgendosi sempre verso il corso del sole, ha assunto il significato di devozione incondizionata.
L'ANEMONE, il cui nome deriva dal greco, e significa vento, simboleggia invece una vita breve ed effimera, che appassisce in breve tempo.
L'AQUILEGIA, a causa della particolare conformazione dei suoi petali, simboleggia la colomba dello Spirito Santo.
Il GAROFANO, secondo invece una tradizione nordica, è simbolo del matrimonio o di una promessa d'amore.
Il PAPAVERO è un attributo di tutte le divinità legate al sonno e ai aogni; di conseguenza evoca anche l'idea della notte, del sonno eterno e quindi della morte. Secondo la dottrina cristiana il rosso intenso del papavero rimanda anche alla passione di Gesù.
Terminiamo la rassegna sui fiori parlando della regina dei giardini: la ROSA. Simbolo d'amore, nell'antichità la rosa era un fiore sacro a Venere. Per la presenza delle spine, rimanda però anache al tormento di Gesù durante la Passione. E' anche un attributo di Maria, "Rosa senza spine", perchè non toccata dal peccato originale.

sabato 7 novembre 2015

Come proteggere le rose in inverno

rosa white iceberg
Anche se quasi tutti i rosai sopportano il freddo, riparate le loro radici dal gelo. Ecco alcuni suggerimenti da seguire…
Per l’inverno è sempre consigliato proteggere le rose, riparando le loro radici. Dopo aver ripulito il terreno da foglie, rametti e detriti vegetali vari (1), stendete ai piedi di ogni rosaio un paio di badilate di stallatico ben maturo (2) e ricopritelo con compost, anche non completamente maturo, sino a raggiungere uno spesore totale di circa 10 cm. Usando dello stallatico disseccato, ricopritelo con uno strato di foglie secche di piante sane (3) alto 5-8 cm e infine appoggiatevi sopra alcuni rami (4), affinché le foglie non vengano spostate dal vento. In primavera, dopo aver tolto i rami, interrate il tutto con una leggera zappettatura.

Ciclamini, come coltivarli

Ciclamini in un giardino di casa
Con clima fresco, poco umido e in posizioni riparate fioriranno abbondantemente dall’autunno a inizio primavera. Ce ne sono a fiore grande, medio e piccolo
Non considerate i ciclamini piante d’appartamento! Se messi in casa, al caldo, dopo qualche settimana dall’acquisto le foglie ingiallirebbero inesorabilmente. Il luogo migliore dove coltivare queste «bulbose» è un balcone luminoso, o in giardino in posizioni riparate. Ce ne sono per tutti i gusti: a fiori grandi (5-8 cm di diametro), come le varietà Latinia e Halios; medi (dai 3 ai 6 cm di diametro), come i ciclamini Tianis e Allure e piccoli (dai 2 ai 4 cm di diametro), come le varietà Metis, Verano e Picasso, a tinta unita, bordati di bianco o sfumati, con petali dal bordo liscio o arricciato.

ciclamini giardinoAl momento dell’acquisto scegliete piante con foglie poco serrate fra loro, in modo che possano asciugarsi velocemente dopo una pioggia. Sul terrazzo posizionateli a sud-est o a sud-ovest, mentre in giardino in un’aiola realizzata sotto la chioma di un albero sempreverde, in modo che i fiori non vengano colpiti eccessivamente dalla pioggia. Mantenete il terriccio moderatamente umido, intervenendo solo quando le foglie iniziano ad appassire, e concimateli ogni 7-10 giorni con un prodotto liquido specifico per ciclamini e bulbose. Per togliere i fiori appassiti o le foglie ingiallite, strappateli alla base con un colpo secco.

Giardino in inverno: danni all'impianto di irragazione.

Impianto di irrigazione in funzione
Con l'avanzare della stagione fredda il prato varia la sua attività e bisogna approfittarne anche per salvaguardare l'impianto di irrigazione
Con l’autunno il tappeto erboso entra in fase di riposo vegetativo e di conseguenza vengono ridotti i tagli dell’erba. Nelle zone del Nord e in quelle di montagna appenniniche, l’ultimo taglio si esegue entro la prima-seconda decade di novembre. In questa fase, le piogge del periodo solitamente sono largamente sufficienti a soddisfare le esigenze idriche del prato e non diventa necessario irrigare.
Per evitare danni da gelo nei mesi invernali, nel mese di novembre svuotate l’impianto di irrigazione, in particolar modo nelle regioni del Nord. Scollegate la centralina dalla corrente di alimentazione e togliete la batteria per evitare ossidazioni. Stessa operazione anche per la cartuccia del filtro presente all’inizio della tubazione che va lasciata aperta; aprite le elettrovalvole con l’apposita levetta e proteggetele, se abitate in zone soggette a gelate, con materiali isolanti tipo polistirolo, da collocare nel pozzetto dove sono alloggiate.

La potatura della vite può già iniziare

Taglio del tralcio vecchio
La potatura della vite va effettuata dopo la caduta delle foglie, ma va rimandata nelle zone caratterizzate da inverni molto freddi
Prima di iniziare la potatura della vite è necessario attendere la caduta delle foglie, allo scopo di garantire il massimo accumulo di sostanze di riserva nei tralci, nel fusto e nelle radici.
Al Nord e nelle zone soggette a periodi di basse temperature invernali (inferiori a –7, –8 °C), è consigliabile potare dopo il periodo di maggiore freddo (da metà gennaio in poi). In tutti gli altri casi la potatura può iniziare già in autunno; in particolare possono essere potati in questo periodo i vigneti per i quali sono minori i rischi di danni da freddo, quali:
  • i vigneti situati in collina;
  • i vigneti delle zone con clima invernale mite e con bassi rischi di gelate primaverili;
  • i vitigni a maturazione precoce (Pinot, Chardonnay, Sauvignon bianco, ecc.), il cui legno è in genere già perfettamente maturo e quindi resiste meglio ai rigori invernali;
  • i vitigni a maturazione medio-tardiva (i più diffusi), che in annate con produzione non eccessiva e con vendemmia precoce (per esempio del 2015) si preparano meglio all’inverno;
  • i vigneti allevati a spalliera bassa (Guyot, cordone speronato), di età superiore ai 5-6 anni, meno soggetti alle basse temperature rispetto alle forme di allevamento alte (Sylvoz, Casarsa, pergole, ecc.).

Novembre: lavori nell'orto


orto lavori
Il mese di novembre potrà garantire un raccolto ancora piuttosto vario sia a coloro che hanno a disposizione un orto vero e proprio, sia a chi si dedica alla coltivazione di un orto sul balcone.
A novembre è possibile preparare il terreno per le semine future, premunirsi per riparare le piante dal gelo e effettuare delle semine in semenzaio nelle zone dal clima più rigido, mentre nelle regioni più miti si potrà ancora seminare in piena terra, senza dimenticare di consultare il calendario lunare.

Cosa seminare a novembre

Nel mese di novembre è possibile dedicarsi in particolare alla semina degli ortaggi che potranno essere raccolti con l'arrivo della primavera, come il pisello primaverile. Ceci, fave e lenticchie potranno essere raccolti da maggio a luglio.
E' possibile effettuare le proprie semine in piena terra, in semenzaio o in serra a seconda del clima che caratterizza la zona in cui il proprio orto è posizionato. La semina diretta in piena terra è consigliata per le regioni dal clima più mite, si può altrimenti ricorrere alla semina in semenzaio o in una serra casalinga.
A novembre è possibile seminare:
- aglio
- carote
- ceci
- cime di rapa
- fave
- lattuga
- lattughino da taglio
- lenticchie
- piselli primaverili e rampicanti
- radicchio da taglio
- ravanelli
- rucola
- spinaci
- valeriana
Consigli per la semina
Nel mese di novembre è possibile preparare dei semenzai con semi di lattuga, rucola, valeriana e ravanelli, che in seguito potranno essere trasferiti in vaso o in piena terra. La semina in semenzaio è utile se le future piantine vengono poste in un luogo dove possano essere riparate dalle prime gelate. Per realizzare un semenzaio è possibile utilizzare dei barattoli di recupero di cui bucherellare il fondo. Sono perfetti i barattoli dello yogurt.

Il raccolto del mese di novembre

raccolta lattuga


Il raccolto del mese di novembre ci potrà ancora offrire diversi ortaggi come cipolle, patate, carciofi, cavoli, spinaci, rucola, lattuga e lattughino da taglio. Tra le erbe aromatiche è possibile al bisogno effettuare la raccolta di rosmarino, prezzemolo, menta e salvia. E' inoltre possibile raccogliere cavoli e carciofi, rape, cicoria, barbabietole, radicchio travisano e cavoletti di Bruxelles.

Varietà da trapiantare a novembre

A novembre è possibile effettuare il trapianto in piena terra di diversi ortaggi, tenendo conto delle fasi lunari indicate in seguito. Tra le varietà da trapiantare a novembre vi sono: aglio, cipolle, fave, finocchi, porri, carciofi, cavoli e cavolfiori

Orto sul balcone a novembre

Chi ha un orto sul balcone, se ne avrà effettuato la semina nei mesi precedenti, potrà avere l'occasione di raccogliere, ad esempio, prezzemolo, rucola, rosmarino, salvia e lattughino da taglio. Potrà poi nuovamente procedere alla semina sia della rucola comune o selvatica che del lattughino, oltre che di carote, cime di rapa, fave, ravanelli, piselli e spinaci.

I lavori nell'orto secondo il calendario lunare

Luna crescente: con la luna crescente la tradizione popolare consiglia di seminare i ravanelli, preferibilmente in semenzaio o in serra, a meno che non ci si trovi in una zona dal clima molto mite. Bisogna attendere la luna crescente per la semina dei cereali, la raccolta delle erbe officinali, delle castagne, dei kiwi, delle olive e delle mele cotogne.
La luna sarà crescente dal 12 al 24 novembre 2015.
Luna calante: si può approfittare della fase di luna calante per seminare preferibilmente in semenzaio o in un luogo protetto, come una piccola serra: lattuga, lattughino da taglio, radicchio, rucola e spinaci. Con la luna calante si possono trapiantare all'aperto aglio e cipolle e, solo se il clima è mite, fave, finocchi, porri, carciofi, cavoli e cavolfiori.
Con la luna calante si consiglia di raccogliere patate e cipolle. Si può inoltre preparare il terreno alle future semine arricchendolo con del compost casalingo ed eseguire il rincalzo delle piante, addossando della terra verso di esse per proteggerle dal freddo.
La luna sarà calante dall'1 al 10 e dal 26 al 30 novembre 2015.